Sicilia intatta


Niente ville, fabbriche, abusi: tra Selinunte e Siracusa esistono oasi fatte di spiagge di quarzo, fiumi puri, archeologia spettacolare. Ecco come godersele andando a colpo sicuro, anche per il portafoglio

Tra Selinunte e Siracusa esistono angoli di paradiso, tra macchia mediterranea, mare turchese e calette bianche. Si scopre qui il vero lusso a piccoli prezzi, ospiti di agriturismi come le Case Sparse:, nei dintorni di Noto, dei casali rustici sparsi tra i vigneti ma a pochi chilometri dal mare (organizza anche degustazioni e wine tour).
Case Sparse è l’avamposto per raggiungere Marzamemi, borgo marinaro legato all’epopea della mattanza, con la seconda tonnara della Sicilia, oggi in disuso. Nelle sere d’estate, la spiaggia di Spinazza si illumina dei fuochi dei falò. Al ristorantino La Balata si gustano spaghetti ai frutti di mare.

Una strada bianca, tra canneti e capperi in fiore, porta a Portopalo di Capo Passero, brulicante di pescherecci. Una sottile striscia di terra la collega all’ Isola delle Correnti, un grosso scoglio perennemente spazzato dal vento. Risalendo verso Siracusa, dopo 15 chilometri ecco la famosa, imperdibile Oasi di Vendicari, approdo di migliaia di specie di uccelli. Al mattino o al tramonto si incontrano trampolieri, fenicotteri rosa e gabbiani reali. Macchia mediterranea, palme nane, agavi e cespugli fioriti lambiscono la spiaggia.

A pochi minuti, la suggestiva torretta di avvistamento che nel Quattrocento vigilò sulle incursioni dei Saraceni, troneggia solitaria e austera su Cala Mosche, di soffice sabbia dorata, con dune coperte di gigli bianchi. Si può dormire nella residenza Oasi a Vendicari : due casolari con appartamentini confortevoli. Ci si sveglia con il canto degli uccelli, l’aria intrisa del profumo dell’agrumeto.

Gli appassionati di trekking non si perdano Cassibile, a un quarto d’ora d’auto da Siracusa: per la passeggiata tra i canyon di Cava Grande, nel tavolato dei Monti Iblei, lungo una fenditura incisa dal fiume che dà il nome alla zona, tra baie sabbiose, sorgenti, felci e orchidee. Da Siracusa, un’altra escursione alla spiaggia e alla scogliera di Punta della Mola, sulla Penisola della Maddalena, al limite della riserva naturale protetta del Plemmirio.

A Siracusa si può dormire al b&b La Giuggiulena, in una villa con spiaggetta privata. Mentre a Ortigia c’è il Palazzo del Sale, in un antico magazzino, con poche stanze. Il mercato è a pochi minuti: un’immersione tra aromi da suq arabo, conserve di melanzane e pomodorini, formaggi dei Monti Nebrodi. Il vento profumato di mare s’insinua in piazza Duomo e accarezza la facciata adorna di statue della cattedrale, costruita intorno alle colonne doriche di un tempio greco.

Una fila di teste barocche annuncia Palazzo Impellizzeri, adibito a Palazzo della Cultura. A Palazzo Gargallo si nasconde un cortiletto gotico con archi; lo spettacolare settecentesco Palazzo Beneventano vanta un portale d’ingresso incastonato tra quattro colonne corinzie che sorreggono uno splendido balcone. La Giudecca, il quartiere ebraico, è dietro l’angolo. Qui è tornato alla luce il miqwe, il bagno di purificazione di epoca bizantina, sepolto a 18 metri di profondità, il più antico d’Europa.

Si lascia Siracusa per Noto Antica. La strada si inerpica, tra scenografiche rocce bianche, verso Borgo Alveria, relais di campagna etno-chic. A Noto parte la strada che porta alla Cava d’Ispica, la valle profonda con pareti a picco più spettacolare dei Monti Iblei. Una stupefacente scenografia naturale, distesa lungo 13 km, dove si conservano tracce dell’uomo già dall’eneolitico (o età del rame), veri condomini archeologici scavati nella roccia, come il cosiddetto Palazzieddu o il Castello.

A 3 km si può soggiornare a Villa Fortezza Bruno, una dimora millenaria immersa in un giardino botanico. La colazione, con ricottine appena fatte, è servita in terrazza. Attorno, distese di fichi d’India, carrubi, agrumeti. Sul Canale di Sicilia, nei dintorni di Sciacca, si scopre invece la Riserva Foce del Fiume Platani, una distesa di macchia mediterranea e canneti che si attraversa lungo una sterrata parallela alla costa fino alla foce del fiume. È il rifugio di uccelli migratori che arrivano dall’Africa e delle tartarughe marine, tornate a deporre le uova dopo anni di assenza.

Domina la costa il Capo Bianco, una scogliera candida con le rovine greche di Eraclea Minoa sopra la spiaggia di sabbia, lunga più di 5 km. A una trentina di chilometri, verso est, tra Siculiana e Montallegro, si entra nella Sicilia più selvaggia.
Deve il nome a un’antica torre di avvistamento la Riserva di Torre Salsa, 6 km di litorale dorato, scogliere di gesso a strapiombo sul mare, orchidee selvatiche e tartarughe marine. Nella Valle del Ginepro, un anfiteatro naturale di gessi cristallini, si scoprono rari esemplari di ginepro fenicio. Un sentiero scende fino alla spiaggia tra cespugli e dune. Alla foce del torrente Salso s’imbocca il sentiero in mezzo a canneti, giunchi, vigneti, fino alle pendici del Monte Cupolone, spettacolare belvedere sulla costa. A pochi chilometri, a RealmonteGiallonardo, una lingua di sabbia bianca protetta dalle falesie, è il rifugio delle tartarughe Caretta caretta.

Sciacca è a mezz’ora di strada. In basso il quartiere dei pescatori con i moli, i magazzini e le barche, in alto il castello medievale dei conti Luna e i castelli di impronta araba, in mezzo corso Vittorio Emanuele, su cui si aprono palazzi nobiliari come il famoso Steripinto. È incompiuta invece la facciata in stile barocco del Duomo, di origini normanne rimaneggiato nel Seicento. Al ristorante Disio si assaggiano i cappellacci allo scorfano con vellutata di crostacei e pesto di pistacchio. Sono a base di pesce fornito dai pescherecci del porto i piatti in tavola alla Lampara, tra cui un ottimo antipasto di crudi. All’ Enoteca Non Solo Vini, invece, si scoprono interessanti etichette prodotte dai vigneti nei dintorni.

Da Sciacca, proseguendo verso ovest, a pochi chilometri ci si trova davanti il più grande sito archeologico del Mediterraneo. Selinunte si può visitare a bordo di piccole auto elettriche, che fanno risparmiare ore di fatica sotto il sole. Al tramonto, nella luce dorata spiccano otto templi dalle colossali colonne doriche, e più lontana, l’Acropoli.

Marinella di Selinunte, all’ingresso della Riserva del Belice, si cena ai tavoli della Pineta, illuminati dalle fiaccole. Il must è il pesce di giornata: spiedini di sarde, pasta allo spada. Struggente anche il paesaggio attorno a Cave di Cusa che ricorda la Toscana: millenarie piante d’ulivo, scorci sul mare color cobalto, cave di tufo calcareo utilizzate per costruire Selinunte; dal terreno spuntano sezioni di colonne e capitelli. A qualche chilometro, nelle cave latomie, il Baglio Villa Sicilia produce ancora la Nocellara del Belice, pregiata oliva da tavola. Si soggiorna in suite e appartamenti; piscina a sfioro di acqua salata e spiaggia privata.


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Cuba. L’isola che c’è davvero


Non solo Avana e spiagge, non solo edifici coloniali, auto d’epoca scintillanti e Revoluçion. Alla scoperta di un eden di forme, colori, odori e atmosfere

L’isola delle anime nobili in sembianze modeste, accoglie i suoi visitatori come una Musa dai colori invecchiati ma sempre vivaci, sorretti da una spina dorsale fatta di son (ritmo musicale nato a Cuba) e ron (rum in lingua spagnola). Il fumo dei Cohiba (sigari cubani) invade gli spazi, raccontati dagli occhi espressivi di chi a Cuba è nato e vi resterà per tutti i giorni della sua vita. Le macchine colorate rubate ad un film della Walt Disney, camminano lente tra i viali antichi, sorpassando di poco le carrozze trainate da cavalli, mentre si perdono in penombra lungo i viali della storia. 

I pomeriggi cubani sono lenti come lo scorrere di un tempo immobile, che qui sembra passeggiare sempre a piedi, per poi fermarsi a sorseggiare un buon Cuba Libre, inebriato dal suono inconfondibile dei Buena Vista Social Club. La storia cala sugli occhi della gente, che a tratti appesantita, lascia fuggire gli ideali e balla tra sudore e polvere, ascoltando il ritmo di un’anima che ancora crede al cambiamento. L’eco dei Caraibi raccontati dagli elogi di García Lorca o da Hemingway che ne fece la sua patria adottiva, si mescola alle storie dei pirati e alle loro scorrerie, per poi riemergere tra i volti di una folla sedotta per secoli da questi mari. La Rivoluzione ha invaso gli spazi, riflettendosi nel tramonto che incornicia il Cristo dell’ Havana, a tratti decadente, complessa, ancora meravigliosa. Eccoli i palazzi fatiscenti del Centro Habana, che tendono la mano ai preziosi edifici coloniali dell’ Habana Vieja. 

Passeggiare per le strade di quello che è il cuore storico di Cuba, significa entrare in un quadro rubato alla realtà, passando per Plaza de la Catedral che Carpentier definiva “musica trasformata in pietra”, dove si trova La Catedral de San Cristóbal de la Habana e Plaza de Armas con il Palacio de los Capitanes Generales, antica sede dei governatori spagnoli, si giunge presso l’Hotel Ambos Mundos, dove nella stanza 511, si odono ancora le parole di Hemingway. Il Floridita rende omaggio al suo celebre scrittore preparando uno squisito 

 

Daiquiri, mentre in lontananza l’anima di Cuba danza nella Casa de la Musica o tra i tavoli della Bodeguita del Medio, tra una porzione di moros y cristianos (riso e fagioli neri), un Mojito e le melodie romantiche dei trovadores (cantautori di genere tradizionale). Ciò che rimane indelebile nella mente e nel cuore di chi giunge a Cuba per la prima volta è il flusso della vita, fatta di passione, jineteros (ragazzi cubani che frequentano i turisti in cambio di denaro) e santeros (sacerdoti della Santería, religione diffusa a Cuba, che unisce elementi africani, animisti e cristiani). 

L’emozione sorprende chiunque si trovi ad alzare gli occhi al cielo, al centro di uno dei luoghi pubblici più importanti della storia dell’isola, eccola Plaza de la Revolución, circondata da edifici che risalgono al regime di Batista, dove si ode ancora l’eco di Fidel e degli altri leader politici dal podio davanti al Memorial di José Martí. Il Centro Habana dominato dal Capitolio, ha un volto malinconico di polvere e aria bianca, dove i cittadini attendono il proprio turno con la libreta (tessera per la quota mensile di alimenti) in mano, mentre coppie di sposi attraversano Paseo de Martì su auto d’epoca. Il quartiere Vedado in lontananza, accoglie tra i suoi alti e moderni edifici ereditati dal periodo d’oro dell’Havana, mentre a Miramar, villette curate rimangono distanti dal cuore pulsante della città. Il sole si addormenta all’orizzonte, è questo il momento i cui chi ama Cuba, corre a salutarlo sul Malecón, il suggestivo lungomare su cui sfilano eleganti palazzi che come nobili decaduti, attendono la sera per vestirsi nuovamente di sogni.

Mentre il Castillo del Morro e la città si specchiano sonnolenti nella baia, la Carretera Central, principale arteria stradale che collega tutta l’isola da Pinar del Río a Guantánamo, si sveglia all’alba con i suoi viandanti, che a piedi, in bicicletta o sul retro di un grande camion cercano di raggiungere il villaggio più vicino. Quella che nell’immaginario comune è un’autostrada, qui ricorda il teatro dell’assurdo, dove diversi personaggi appaiono per vendere polli ruspanti, per raggiungere l’ospedale più vicino o scrivere parte della storia di questo luogo. I villaggi fuori l’Havana sono composti da poche case, ma vicino ad ognuno c’è spesso una scuola, un ospedale o anche l’università, questo è il paradosso dell’isola dove galli mattutini attraversano la strada, hombres (uomini) sorridenti indicano il percorso, bimbi scalzi corrono sul fango dell’ultimo acquazzone tropicale, guardandoti con gli occhi genuini di chi ha nel cuore ancora il respiro della libertà. Volgendo ad ovest, lasciando indietro la zona troppo frequentata di Varadero, c’è la provincia di Pinar del Río, dove coltivazioni immense di tabacco danzano al vento con canne da zucchero, ricamando i confini dei Mogotes, tipiche formazioni calcaree che come pan di zucchero, si perdono nel verde orizzonte della zona di Viñales, per lasciare di tanto in tanto spazio a piccole città dal retaggio coloniale e alle tante grotte, come la Cueva del Indio.

Qui le case private chiamate casas particulares, sono meno curate di quelle cittadine, ma nei piccoli villaggi non mancherà l’ospitalità di qualche signora, che oltre ad un letto pulito vi potrà preparare una buonalangosta (aragosta) alla brace o del pollo ruspante accompagnato da tostones (platano fritti). Lasciando indietro questi paesaggi unici e puntando verso sud, si potrà seguire la scia de los flamencos rosas(fenicotteri rosa) della Ciénaga de Zapata, la più vasta area protetta di Cuba e visitare la celebre Bahía de Cochinos (Baia dei Porci). In quel di Santa Clara, laddove i guerriglieri segnarono la fine del regime di Batista, facendo deragliare un treno carico di soldati e armi, non è necessario aver condiviso gli ideali della Rivoluzione per emozionarsi davanti al mausoleo del Che Guevara, quando il sacro silenzio rende omaggio alla sua tomba, dopo aver osservato con cura la foto-cronistoria del guerrillero. Cienfuegos appare come una città neoclassica che custodisce gelosamente un’anima afro-cubana, dove cabildos (associazioni) della Santería ballano al ritmo di rumba, celebrando antichi rituali. Eccola Trinidad, lo storico gioiello coloniale di Cuba, dove quadri di artisti contemporanei volteggiano tra note di salsa e l’odore di puerco asado (arrosto di maiale) di un vicino  Paladar(ristorante locale a gestione privata).

Lasciando Trinidad alle spalle e respirando il vento del nord si arriverà a Cayo Coco, atollo corallino, lontano dal sapore cubano, che come quello di Levisa, Las Brujas e Santa María, emerge dalle acque cristalline. Mentre Camagüey ci saluta con i suoivaqueros (allevatori), persa in un cuore verde e affacciata su un tratto di costa meraviglioso sorge Santiago de Cuba, l’oriente cubano, una mezcla di passione e disordine, dove il Carnaval spazza via i manifesti politici ed i suoi slogan, per lasciare il posto a notti insonni. Percorrendo La Farola (la strada del faro), si giunge a Baracoa, tra alberi secolari e lumache coloratissime, il luogo a cui si ispirò Gabriel García Márquez per la sua Macondo. “A Cuba la musica scorre come un fiume” diceva Ry Cooder, musicista americano, questo flusso è l’essenza del suo paradosso, espresso dalla tristezza dell’Havana fatta di palazzi solenni e scritte decadenti che si affacciano sull’oceano, fatta della creatività di un popolo che da tempo è rimasto ad osservare il mondo correre lontano, che conserva il fuoco sacro del suo intelletto negli altarini dellaSantería, che cerca attraverso i volti della sua umile e dignitosa gente il riscatto di una Rivoluzione fatta di ideali e sacrificio. Questo è il contrasto di quegli occhi che nonostante cerchino quotidianamente la definizione di libertà, sembrano continuare a dire “noi crediamo ai sogni”.

CUBA

Capitali facili: ostelli chic, quasi gratis


Soluzioni giovani, economiche, eleganti. Da Berlino a Madrid, da Praga ad Amsterdam, a partire da 12 euro a notte

Soluzioni giovani, economiche e, soprattutto, estremamente chic. Trovare una sistemazione a partire da 20 euro nelle capitali europee più trendy dell’estate può sembrare impossibile. 

E a sentir parlare di ostelli, c’è chi storce il naso, pensando a tristi camerate e colazioni a base di merendine. Nulla di tutto questo. Con le nuove aperture di Londra e Berlino la tendenza è quella di trasformare l’ostello in location dalle mille attrattive e dai prezzi piccolissimi. Stanze ampie, originali, di grande design. Con ristoranti glam, piscine, bar e cinema di grido. 

Si parte da Lisbona. Non a caso, secondo le classifiche internazionali, i suoi ostelli sono tra i migliori al mondo. Alla lunga lista s’è aggiunto da poco il The Indipendente. Ospitato in quella che era la residenza dell’ex ambasciatore svizzero, tra architetture originali e pezzi di design che arredano gli 11 dormitori e le suite private, per chi cerca un poco di privacy in più. Il Decadente, ristorante interno citato dalla Louis Vuitton City Guide 2013, offre menu fissi da 10 euro e brunch domenicali a 14 euro. 
Info: theindependente.pt, camere da 12 euro a notte. 

Grande classico dell’estate, Berlino. A Warschauer Strasse, proprio di fianco alla stazione S-Bahn, s’incontra il moderno Plus Berlin. La posizione permette di raggiungere facilmente il cuore della città, ma anche di restare immersi nel quartiere che raccoglie locali alla moda e club tra i più ricercati, come il Watergate. A disposizione degli ospiti il vasto ristorante con area bar, la piscina con sauna, il giardino interno e la lavanderia. Oltre a uno staff attento e giovane, disponibile 24 ore su 24. Anche in questo caso, alle camerate si aggiungono le doppie con bagno in un’area apposita della struttura. 
Info: plushostels.com/plusberlin, stanze da 6 letti a 16 euro, da 4 letti a 20, doppia privata da 48 euro

Budget e boutique. Novità nel panorama inglese il Safestay Hostel Elephant and Castle, a Londra, riabilita (e di molto) il tema ostelli nella City. Si trova proprio nell’ex quartier generale del Labour Party, oggi pazzamente rallegrato da tinte shocking come il viola e in rosa, che vanno di pari passo con un design accattivante e decisamente innovativo, insieme al sistema di luci pensato dal designer Tom Dixon. Area bar comune e ampia piscina completano le aree comuni, mentre i dormitori possono contare su luci, piumoni e tendaggi colorati. Per le famiglie o per i gruppi di amici, stanze con letto doppio insieme a letti a castello. Novità low-cost: per festeggiare il suo compleanno, la struttura offre 20 letti a 1 sterlina per notte il 14, 21 e 28 luglio. 
Info: safestay.co.uk, da 21 sterline per letto per notte, oppure doppia privata da 66 sterline per stanza per notte.

Porto, in un fantastico palazzo del 19esimo secolo, il luxury hostel Gallery nasconde dietro il suo nome un affascinante mix tra hotel di design e galleria d’arte: un paio di volte l’anno sceglie infatti di ospitare mostre (pubbliche) di artisti portoghesi. Il pubblico può scegliere tra camere private e condivise, entrambe dedicate ad una personalità famosa della città. In aggiunta, bar privato per chi alloggia nell’ostello, sala-cinema e area living che spesso viene usata come sala karaoke. L’attenzione al tema green, grazie a un progetto di riciclo e di uso di energia solare, si unisce ad attività come le visite guidate della città (free) organizzate dallo staff. Le cucine sono interne, motivo per cui colazione e cena propongono spesso piatti della tradizione portoghese come l’arroz de pato (menu completo 10 euro, compresa una bottiglia di vino). 
Info: gallery-hostel.com, suite doppia da 60 euro per stanza, tripla da 75 per stanza. Stanze da 4 e 6 letti da 22 e 20 euro a persona, rispettivamente. Compresi nel prezzo colazione, due visite guidate della città, biancheria e connessione internet. 

A 20 minuti dal distretto a luci rosse di Amsterdam, a pochi minuti da piazza Rembrandt e dall’Heineken Museum si trova il Cocomama: ex bordello trasformato in un palazzo signorile, con alti soffitti, un giardino con gnomi e una cucina che offre birre a un euro. Ma anche una zonalibreria con una vasta scelta di volumi internazionali e film. 
Info: cocomama.nl, prezzi da 37 euro a letto nelle stanze da 6, da 42 euro per le stanze da 4, da 108 euro per la doppia privata – tutte con wifi incluso. 

Storica anche la struttura U Hostels, a Madrid, vicino alla fermata della metro di Alonso Martinez e base ideale per partire alla scoperta della città. Moderno, pulito, uno staff amichevole: questi i pregi, cui si aggiungono wi-fi e stanza cinema, aria condizionata e armadietti privati nelle stanze condivise. Letti a castello di design accolgono negli ampi materassi, con lucine laterali e biancheria. In offerta la doppia privata (U2Deluxe), la stanza per famiglie (U6Family) e la quadrupla superior con bagno privato, perfetta per un gruppo di amici (o amiche: la U4Girls ha nel bagno specchi più grandi e asciugacapelli). Colazione basic (toast, formaggio e prosciutto) ma con 1 euro di extra si aggiunge una tazza di caffè Lavazza, con 3 in più caffè, frutta, prosciutto serrano. 
Info: uhostels.com, doppia da 60 euro a persona, quadrupla da 50 euro. 

Per contrastare gli alti prezzi di un viaggio in Finlandia, la soluzione si chiama Dream Hostel, a Tampere. Calda ospitalità e gran design, per questa struttura elegante che ruota intorno alla bella cucina centrale bianca e blu, dove gli ospiti possono riposarsi, collegarsi al wifi oppure riempirsi una bella tazza di caffè. Piacevole e silenziose le stanze, con muri e porte massicce che preservano la tranquillità di tutti. In aggiunta, la possibilità di prendere in affitto delle biciclette per girare la città. 
Info: dreamhostel.fi, prezzi da 69 euro per stanza privata e da 22 euro nei dormitori, a persona. 

Nella romantica Parigi, e nell’ancor più suggestiva Belleville, lo scorso anno ha aperto i battenti il fantasioso The Loft, con coloratissime stanze doppie, triple e dormitori (da quattro, cinque, sei oppure otto persone). Ogni stanza, ogni soluzione, uno stile: pop, casual e barocco. Arancioni, rossi, fucsia e giallo fluo, ardite combinazioni per un soggiorno di carattere. Spazi comuni altrettanto colorati e di design, tra bar, cafè, cucina e cortile.
Info: theloft-paris.com, doppia da 120 euro a stanza.

La bella Siviglia la si scopre al Oasis Backpackers’ Palace, vicino a Plaza Encarnación e nel mezzo di quel colorato crogiuolo di vecchi tapas bar e café, punto di partenza perfetto per immergersi nell’atmosfera tipica del luogo ed esplorare la città. Roof top bar e piscina sono le sorprese a disposizione degli ospiti, insieme a dormitori ampi e spaziosi, con letti a castello provvisti di vano con lucchetto, per inserire bagaglio e quant’altro vada tenuto al sicuro. Sono disponibili però anche stanze private con bagno, decorate con colori caldi e motivi arabeggianti. Lo staff, gentile e disponibile, organizza visite guidate della città e spettacoli di flamenco. Non male anche illate check-out (ore 11.30) che permette di usufruire della colazione, compresa nel prezzo: pancake, toast, burro e marmellate, cereali, latte, te o caffè. 
Info: oasisseville.com, dormitori da 11 euro, doppia da 45 euro.

L’alloggio “spartano” per giovani s’incontra con il boutique hotel al Kex Hostel di Reykjavik. Le sue origini parlano di una vecchia fabbrica di biscotti che guarda verso riva. Aperto da un paio di anni, conta 32 stanze e dormitori, oltre che una vasta area open space dove si concentrano tutte le attività, tra reception, ristorante e bar: il Baxtur, con marmellate islandesi bio, formaggi locali, pane fatto in casa e porridge. I due piani superiori contano invece stanze private, per famiglie, dormitori, bagni condivisi e cucina comune. In aggiunta, per i più sportivi, una palestra. Il tutto in un inconfondibile stile “retro”.
Info: kexhostel.is, doppia con bagno da 26700 ISK, senza bagno 18700 ISK. Dormitori, dal 6900 ISK (per la stanza da quattro letti)

Infine, un’iniziativa pensata apposta per le backpacker al femminile. HostelBookers.it ha pensato al viaggio tra amiche con strutture ideate, e talvolta interamente dedicate, alle ragazze. Si va dal Plus Praga Hostel di Praga che offre con alcuni piani e spazi dedicati, oltre a bagni spaziosi, con specchi per il trucco e asciugacapelli. Inclusi nel prezzo, sauna e la piscina coperta. Prezzi partono da 14 euro a persona a notte. Area tutta rosa anche nella elegantissima Vienna: il Wombats City Hostel ha un’ala tutta in rosa, con tanto di splendida terrazza che la sera si trasforma in zona bar. Prezzi da 10 euro a persona al giorno.

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Grecia: le 5 isole più belle, le dritte per andarci


Spiagge deserte anche in agosto, passeggiate tra panorami ruggenti, taverne con piatti a chilometro zero e alloggi dove sentirsi a casa propria

MILOS – La più orientale delle Cicladi, irresistibile, svelata fin nelle prime guide, Le monde en coleurs: Grèce. Anno 1952. Attrae e seduce questo gioiello dell’Egeo, forgiato come un grande ferro di cavallo dove spuntano qua e là borghi coloratissimi a pelo d’acqua, rocce e anfratti che al tramonto si tingono di rosa e rosso ciliegia, modellato da profonde erosioni di gesso e arenaria che si gettano in acque cristalline, abbellito da promontori che proteggono baie da cartolina. L’isola vanta le più belle spiagge dell’Egeo, lidi di borotalco e bagnasciuga dalle sfumature sorprendenti. Da godere in una vacanza tutto mare e natura, all’insegna della semplicità, dell’ozio riflessivo, rigenerante. Magari nei cottage minimal-chic Santa Maria Luxury Suite(b&b 100-180 €). La costa sud è un rosario di fondali di sabbia, acque turchesi e schienali di roccia dipinta, bianco, rosa, giallo. A Provatas si prenota il Golden Beach Resort(doppia b&b da 160 €), proprio sul mare, con spiaggia attrezzata e qualche tamerice a far da ombra. Offre camere spaziose, luminosissime e un ristorante tra cespugli fioriti e un tappeto d’erba. Sulla costa sud si punta verso Paliochori, anse solitarie per prendere il sole e taverne di pesce. Il pomeriggio trascorre sulla lunghissima spiaggia da cartolina caraibica di Firiplaka, un mix di rivoli di roccia, pinnacoli, sabbia impalpabile. 

Anche il versante nord è un rosario di calette, baie, di villaggi di pescatori come Firopotamos, Mandrakia; da vedere le mezzelune di sabbia di Mikitas, Aghios Kostantinos o di Pachena Beach, o quelle chiuse tra le rocce lunari e levigatissime di Sarakiniko, con calanchi che si aprono dolcemente sul mare consentendo di tuffarsi senza problemi. Apollonia è la meta serale. I caffè e le taverne incorniciano il lungomare – ottima la cucina di Armenaki, tartufi di mare al vino bianco, seppie in casseruola –. Tante le soluzioni per la notte: la ricercatezza degli studios di Kapetan Tasos, declinati nei toni del bianco, con tocchi di design e belle terrazze panoramiche, l’allegria contadina di Kostantakis, con giardini fioriti, a mezz’ora a piedi dal mare. Il viaggio: uno studio per due nel complesso Kapetan Tasos costa 115 € fino al 10 luglio, da Kostantakis si spendono fino al 14 luglio 95 € per due persone, per prenotare: Attikasa Classic Escapes. Sull’isola si affittanto anche mulini ristrutturati. Voli low cost con easyjet per Santorini, poi traghetto veloce per Milos

SIFNOS – Un’onda di case bianche che sale su un pendio e scivola verso la valle e poi riprende quota su un secondo colle. È il villaggio di Apollonia, 5 km dal mare, nel cuore della campagna di Sifnos, l’isola dei vasai, dall’architettura purissima, un’antologia di stili che va dal Medioevo all’Ottocento. Qui si viene per ammirare tra i più bei villaggi medievali, il kastro, fino al XIX secolo capoluogo dell’isola che oggi vanta alberghi di charme e case sul mare e nell’entroterra. Proprio non lontano da Apollonia si affitta una bellissima casa tradizionale, Almond House (costa 360 € al giorno per 6 persone, per info e prenotazioni: Attikasa Classic Escapes, tel.055.2670569) con grandi vetrate sul paese e sul verde, pareti immacolate e qua e là testimonianze dell’Ottocento greco, vecchi bauli, pezzi della tradizione contadina. Una base per scoprire le coste di quest’isola a due ore di traghetto veloce dal Pireo. Le spiagge si esplorano al mattino, magnifiche e solitarie quelle di Vathi, poi ci sono le calette vicino al villaggio di Pharos, con tanti studios e piccoli hotel da prenotare anche per pochi giorni come il Blue Horizon. Ma in agenda vanno messi l’Hotel Petali, storico e comodo albergo di Ano Petali, , b&b dal 1° luglio da 135 €, l’Hotel Niriedes, in collina, con vista sulla baia di Platys Ghialos, b&b da 150 €, Lighthouse Hotel Appartments, isolato, non lontano dalla spiaggia di Faros, 12 studios e appartamenti in stile in puro stile Cicladico, tel. 0030.22840.32.125, b&b da 93 €. 

AMORGOS – Selvaggia, remota, ma con l’allure di quei luoghi inesplorati, dove si getta l’ancora per camminare e scoprire uno dei gioielli segreti dell’Egeo, il Monastero di Hosoviotissa, millenario, appollaiato a nido d’aquila sulla montagna, bianchissimo e schiacciato contro una parete di roccia scura, a trecento metri a picco sul mare, e si conquista dopo aver percorso una lunghissima scalinata. L’isola è un eremo che attrae signore inglesi che leggono saggi sul mare Nostrum, pittori in cerca di ispirazione e viaggiatori solitari sulle tracce di enclavi e chiesette bizantine. Avamposto per la scoperta dell’isola l’hotel Aegiali, sulla costa nord, affacciato sulla spiaggia a mezzaluna di sabbia dorata raggiungibile in una decina di minuti a piedi. Da qui ci si perde con piacere lungo le mulattiere che costeggiano i vigneti, lungo i pendii che si spingono nell’azzurro, sfiorando casette in pietra dove si prepara il kaseri, il formaggio dell’isola. Servito alla taverna Liotrivi, in un vicolo della Chora, il villaggio medioevale sovrastato dalle rovine del kastro veneziano del 1260. Sotto la Chora, un dedalo di sentieri acciottolati, di chiese bizantine e archetti in pietra, un dipinto straordinario. Al mattino si va in esplorazione, alle spiaggette di sassi sotto la chiesa di Aghia Anna, incastonate in un set di rocce e isolotti, oppure Muros, sulla costa orientale, una mezzaluna di ciottoli chiari e levigati, con l’acqua cristallina che sfuma dal verde all’azzurro, mentre Aghios Pavlos è una lingua di sabbia protesa nel blu. Si vola su Mikonos e Naxos, con i traghetti giornalieri, anche dal Pireo (Atene). Per la notte oltre l’Eghiali, i nuovissimi appartamenti ricavati dalle case dei pastori di Pano Gitonia, sopra Potamos, belle case tradizionali si affittano con www.homelidays.it, nuovo anche l’Amorgion Hotel (doppia da 60 €). 

FOLEGANDROS -Era la rotta obbligata degli esiliati politici, una tradizione inaugurata al tempo dei romani e proseguita fino alla dittatura dei colonnelli che qui confinarono il primo ministro socialista Gheorghios Papandreu. Oggi Folegandros è un paradiso per pochi. Certo ora approdano nel porto di Karavostassis le navi superveloci ma poi restano solo i viaggiatori che amano la quiete, gli habitué degli approdi lontani ed esclusivi, pronti alle passeggiate solitarie e ventose che ripagano con scenari naturali di rara bellezza. Nuota in mezzo all’Egeo ma piace proprio per la sua lontananza, il paesaggio forte e antico, le baie da raggiungere attraverso i vecchi sentieri o in barca, la semplice raffinatezza delle sue dimore che ha conquistato tanti professionisti del terziario milanese votati per poche settimane alla contemplazione, alle letture, alla mondanità schiva. Cultura del bello e hotellerie di charme. È questa la ricetta che ha trasformato Folegandros nella meta chic dell’Egeo, snob e più costosa della media greca ma unica nei paesaggi, nel borgo fortificato del Kastro, nelle vecchie themonies, le fattorie di Ano Meria dove s’irrigano i campi terrazzati ancora con i muli. Le serate trascorrono nelle terrazze o nelle viuzze della Chora, nei localini sul mare di Karavostassis e nei resort a picco sulla costa. Anemomilos Apartments è stato il pioniere dell’hotellerie di charme dell’isola, quando qui si approdava solo dopo 10-12 ore di navigazione dal Pireo. Regala l’elegante semplicità dell’architettura cicladica, archetti, muri tirati a calce, balconcini grondanti di bouganville. In alternativa, il recente e lussuoso hotel Anemi, l’Aria Boutique hotel. Ma chi vuole una casa o un semplice studio può contattare Flavio Facciolo, console onorario per l’Italia sull’isola (www.folegandrosisland.com). Voli low cost sulle isole vicine, Santorini, Milos, Mykonos, Naxos poi traghetti veloci quotidiani per Folegandros. 

ASTIPALEA – A un’ora di volo da Atene (attenzione alle coincidenze con i voli internazionali), quest’isola a forma di farfalla ha una storia millenaria da raccontare e vanta un turismo di habitué conquistati da belle case tradizionali con vista sulle mura del Kastro e kafenion restaurati secondo la tradizione. Gli antichi la chiamavano terra di fuoco per il colore senape rossastro del terreno ma nasconde vallette fertili e i veneziani, che la occuparono dal 1207 al 1522, hanno lasciato un imperdibile Kastro, il castello franco veneziano dei Querini ingentilito dalle cupole bianche e dai campanili di Aghios Georghios e Evanghelimos, due chiese incastonate nella fortezza.L’isola è più ricca di spiagge che di villaggi, Analipsi si affaccia direttamente sulla baia, dal molo inizia una passeggiata tra spiagge e piccoli promontori dove ognuno può trovarsi una caletta su misura. A Livadi la spiaggia è per famiglie, attrezzata. E in barca si raggiungono le spiagge top dell’isola, Kaminakia, con taverna, e Vattes, famosa per una grotta a un km dalla spiaggia. E ancora, Skinosa, sulla costa meridionale, sabbia, sassi e tamerici a far da ombra. Ma l’approdo migliore è Koutsomiti, un isolotto disabitato dalle acque color turchese. Ci arrivano in estate i caicchi che partono da Analipsi. Per la notte il Tholaria Hotel, in stile, curato nel decor (doppia da 90 €), gli studio Kilindra, in stile (da 100 €) gli appartamenti e gli studio del complesso L’archietttiura, con vista panoramica e piscine.

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The 10 Places to Go in 2013


Whether you travel to eat or shop, surf or ski, new adventures await. And if you’ve visited any of our 46 destinations this year, send us your photo and story below.

1. RIO DE JANEIRO 

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Fifty-three years after Brazil’s federal government decamped to Brasília, and decades after São Paulo took over as the country’s business capital, Rio is staging a comeback. With the 2014 World Cup and 2016 Summer Olympics (plus an oil boom) providing the impetus, the tropical city perhaps most famous for its Carnival hedonism is on its way to becoming a more sophisticated cultural hub. In January, the Cidade das Artes, or City of the Arts, was inaugurated as the new home of the Brazilian Symphony Orchestra. On March 23, Casa Daros — an outpost of the Zurich-based Daros Latinamerica Collection — will open in a renovated 19th-century building with an exhibition of Colombian artists. March will also mark the opening of the Rio Museum of Art in Praça Mauá, a once decrepit port area now being revived. (The Santiago Calatrava-designed Museum of Tomorrow, also in the port area, is scheduled to follow in 2014.) Shopping, a Rio obsession, got a boost in December when the luxe VillageMall opened; it will soon house the city’s first Gucci outlet and South America’s first Apple Store. Special events also dot the coming year’s calendar, including the Catholic Church’s World Youth Day in July, the biennial Rio Book Fair starting in late August, and September’s Rock in Rio. And, of course, there’s soccer: the finals of the Confederations Cup, considered a dress rehearsal for the World Cup, will be held in a completely overhauled Maracanã Stadium on June 30.

2. MARSEILLE 

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The European Capital of Culture designation (two cities get the title annually) often spotlights a destination that has become an up-and-comer on its own merits in the last few years, which is certainly the case with this ancient port town on the Mediterranean. A vibrant ethnic melting pot, Marseille is also home to an increasing number of contemporary art and avant-garde performances. Exhibition spaces include the 2,000-seat Le Silo, a landmark granary that’s been transformed into a theater; the Panorama, an ex-tobacco factory now home to modern installations; and J1, a hangar on the old port that will host a number of events. While in town, book into a stylish hotel like the four-bedroom Casa Honoré or the new cheap chic Mama Shelter Marseille.

3. NICARAGUA

NICARAGUA

If the name Oliver North means anything to you, there’s a good chance that Nicaragua doesn’t jump to your mind when you think of a relaxing, high-end, spa-filled vacation. For the past 30 years, the country has been fighting its image as a land of guerrilla warfare and covert arms deals. At first, only travel writers took note; over the past several years, various publications have declared the country the next great destination. However, if the booming eco-lodge business is any indication, Nicaragua’s moment might finally have arrived. In and around the coastal towns of San Juan del Sur and Maderas, new lodges like the Aqua Wellness Resort, the high-end (and soon-to-open) Mukul Resort and Jicaro Island Eco-Lodge are cropping up near old-time eco-lodges, like Morgan’s Rock Hacienda and Eco-Lodge. The food scene is getting a high-end makeover as well, with top chefs opening restaurants. The most exciting ones — El Segundo, La Casserole, Ciudad Lounge and La Finca y El Mar — are proof that Nicaragua is becoming an impressive food destination in its own right.

4. ACCRA, GHANA

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Accra, the capital of Ghana, has welcomed business travelers for years. Now tourists are streaming in, a byproduct of the fact that the country has Africa’s fastest-growing economy and is also one of its safest destinations. The Mövenpick Ambassador Hotel (with poolside bar and waiters on roller skates) opened in 2011, and the Marriott Accra — the chain’s first sub-Saharan offering — will feature a casino and upscale shopping when it opens in the spring. On Accra’s packed beaches, you’ll see everything from snake handlers to plantain peddlers. Head to the upscale neighborhood of Osu and hit the treehouse-inspired terrace at Buka for fine West African food. The best Ghanaian adventures start with a giant plate of tomato-smothered tilapia and banku — a fermented yeast paste that’s tastier than it sounds — washed down with local Star beer.

5. AMSTERDAM 

US artist Mike Kelley exhibition in the Stedelijk Museum

Imagine that the Museum of Modern Art and the Metropolitan Museum in New York were partly closed for renovations for almost a decade — at the same time. That’s basically what happened in Amsterdam, with the closings of the Stedelijk, the city’s design and contemporary art museum, in 2004 and the Rijksmuseum in 2003. The Stedelijk finally reopened at the end of September with a new, sleek bathtub-like extension, and the Rijksmuseum will reopen in April with much fanfare after a complete redo by the Spanish architects Antonio Cruz and Antonio Ortiz. The Van Gogh Museum too, will reopen in May, after a much shorter renovation. The city will also be celebrating 400 years since the building of its iconic canal ring and the 125th birthday of the Concertgebouw, the city’s concert hall, which will feature performances by Eva-Maria Westbroek and Bernard Haitink among others. To prepare for the wave of visitors, there are several new hotels, from the five-star Conservatorium, to an Andazdesigned by the Amsterdam-based design star Marcel Wanders. If you’re lucky, you might score the single suite at a hotel/restaurant/shopping/exhibition space named Droog, for the collective that designed it.

6. NEW DELHI

1 days for WTG issue

Having surpassed its sibling Mumbai in the number of millionaire residents who call it home, New Delhi is celebrating its economic rise with gusto. It’s even added speed to its notoriously creaky infrastructure. Delhi’s new metro system, currently in its latest stage of expansion to the Outer Ring Road, provides a smooth yet surreal ride from the dense cacophony of the ancient Mughal bazaars to the hypermodern mega-malls of the grassy suburbs. Immaculate, cheap and air-conditioned, the metro might be the most ambitious construction since India won its independence. And there are lots of new places to visit: cutting-edge galleries like Latitude 28 andGallery Threshold in the emerging Lado Sarai arts district, and new restaurants like Varq and Indian Accent, which are expanding the horizons of nouvelle Indian cuisine. Setting new standards for dramatic design, hotels like the AmanOberoi and Leela have all recently opened strikingly original and competing visions of living in style in a city that suddenly exudes a lot of it.

7. ISTANBUL 

ORHAN PAMUK'S MUSEUM OF INNOCENCE

Turkey is now included in the Eurail system, and Istanbul’s busy cultural calendar this year is excuse enough to use your pass to stop there. In addition to the biennial this fall, there are new galleries and cultural centers to explore. Salt, which is directed by the curator Vasif Kortun and has impressive spaces in Beyoglu and Galata, and the Nobel laureate Orhan Pamuk’s Museum of Innocence opened last year, joining a buzzing art scene that includes newish arrivals like Rodeo Gallery and Arter. Lined with lively cafes and funky little design and fashion shops like Lunapark,Bahar Korcan and Atelier 55, Galata, one of the oldest districts in Istanbul, is going through a renaissance at warp speed. This year also marks the 90th anniversary of the founding of the Turkish Republic, which will bring yet more cultural celebrations, including the reopening of the Ataturk Cultural Center, home of Istanbul’s state ballet, opera and orchestra.

8. SINGAPORE

World News - Oct. 2, 2012

As one of the world’s richest nations and a capital of global finance, Singapore has been awash in green for decades. But lately the densely populated city-state is burnishing its credentials as another type of green center — the ecological kind. A study released in 2011 by The Economist magazine’s Intelligence Unit and Siemens ranked Singapore as the greenest city in Asia, and this year the metropolis of glass and steel inaugurates two vast nature projects guaranteed to boost the green quotient further and to enhance the city’s image as a destination for environmental tourism. Gardens by the Bay, an ambitious 250-acre nature reserve, won the building-of-the-year prize at the World Architecture Festival for its glassy, hill-like main building, which houses attractions like the Flower Dome and Cloud Forest. Not to be outdone, the new Marine Life Park is already touting itself as “the world’s largest oceanarium.” It features a huge water park with rides and an aquarium showcasing some 800 species of underwater life.

9. PHILIPPINES 

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Idyllic white sand beaches, secluded, little-known surf towns, and pristine reefs are among the natural draws of this country made up of over 7,000 tropical islands. Now in addition to the more upscale choices cropping up in former backpacking enclaves like Boracay, there is a new generation of luxury hotels opening even further afield. The new Dedon Island resort on Siargao, for example, is close to one of the world’s best surf breaks, Cloud 9 (Kelly Slater is a fan), and has an outdoor cinema along with spa and paddle board classes. And the private island resort of El Nido Pangulasian opens this month in the Unesco biosphere of Palawan, right by some of the world’s most pristine diving spots. Although the Philippines has been subject to travel advisories in the past, they mostly focus on Mindanao in the south. For extra security, outfitters like Asian expert Remote Lands organize private transfers and local guides.

10. THE KIMBERLEY, AUSTRALIA

AUSTRALIA

Even by Australian standards, the Kimberley region is remote, with roughly 50,000 people living in an area larger than Germany. The area has long been largely off-limits to anyone without a yacht or the nerve to pilot a four-wheel drive through rocky riverbeds. Now luxury lodges have opened up the region to travelers willing to trade big bucks for land-based access to some spectacular spots. The Berkeley River Lodge, a 20-villa, fly-in complex, opened last spring on a sprawling Timor Sea beach. Inland, the classic El Questro Homestead added bungalows overlooking the Chamberlain Gorge on a million acre preserve. From any of these spots you can go fishing for barramundi, hike to sacred rock art sites, and take tours to towering waterfalls or up croc-infested estuaries to spy on wallabies and jabirus. The catch? The region is loaded with iron, and mining companies will continue to go after it.

Europa a ritmo rock: i festival dell’estate 2013


Star, dj ed emergenti dell’elettronica. Dalla Gran Bretagna alla Spagna, dalla Francia alla Croazia, gli appuntamenti e i grandi raduni da non perdere.

I dj e i ritmi elettronici del Sónar di Barcellona aprono il prossimo 13 giugno la grande stagione dei festival rock europei. Una concentrazione di duecento rassegne in tre mesi, con variazioni sul tema che vanno dai ai concerti sulle spiagge della Croazia mega-palcoscenici montati nelle campagne inglesi del Somerset. Convivono miti come Elton JohnSantana e Neil Young (tutti e tre in Bretagna alla «Route du Rock» dal 18 al 21 luglio) accanto ai nuovi talenti di successo internazionale, dagli australiani Tame Impala ai Crystal Fighters. Una media di due rassegne che si aprono ogni giorno, da qui a settembre, per gli Stati Uniti d’Europa del rock e dell’elettronica, uno show business che non conosce crisi perché allo spettacolo unisce la convivialità di enormi campeggi, il piacere del viaggio e la possibilità di ascoltare in pochi giorni un numero di band che normalmente passano in città come Milano nel corso di un anno.

App e premi festivalieri
L’European Festival Award premia ogni anno il miglior festival: nel 2012 il vincitore è stato il belga Tomorrowland (www.tomorrowland.be), celebre per le sue spettacolari scenografie fra fiaba e psichedelia. Fra Twitter, Facebook e app dedicate (Sónar ha appena lanciato la sua www.sonar.es), gli under 35 del continente si scambiano informazioni sulla stagione musicale che ha in programma ben 5.000 concerti. I siti specializzati come www.musicfestivaljunkies.com e www.festivalsearcher.com offrono guide tematiche per dislocazione geografica, generi musicali (dal pop al reggae) fino alle percentuali dei generi presenti nello stesso festival. Il costo dei biglietti? Con una formula che permettere di accedere a tutti i concerti i prezzi variano dagli 80/100 euro delle manifestazioni minori ai 300 euro per i grandi eventi come Glastonbury, Sziget e Roskilde, con la variante di usufruire o meno di un posto per una tenda o di convenzioni con hotel e b&b. Per tutti vale l’indicazione di consultare i siti dei singoli festival con aggiornamenti quotidiani per i biglietti last minute, fino a uno o due giorni prima dell’inaugurazione.

Glastonbury nella campagna del Somerset
Glastonbury nella campagna del Somerset

Inghilterra, musica e mito
In contemporanea col Sónar parte (dal 13 al 16 giugno) una vecchia gloria come l’Isle of Wight (nel canale della Manica www.isleofwightfestival.com) opportunamente «rispolverato» (dal 2002) con un cast che comprende Stone RosesThe Killers e Bon Jovi. Prima della fine di giugno è il turno di Glastonbury (www.glastonburyfestivals.co.uk) creato nel 1970 dal 77enne Michael Eavis, di professione produttore di latte, che chiama personalmente Mick Jagger per invitarlo a suonare: «Abbiamo cominciato con un camion e 1.500 spettatori, oggi sono 200 mila e riusciamo a devolvere risorse in beneficenza» dice Eavis. Glastonbury ha preservato in parte il suo spirito hippie nella campagna del Somerset ma con una selezione senza compromessi per le band: confermati i Rolling Stones e Nick CavePrimal Scream e Arctic Monkeys. Sempre in Inghilterra, patria della creatività rock, il Reading e Leeds Festival (dal 23 al 25 agosto), vedrà esibirsi EminemDeftones, Alt-J e Sub Focus nelle due cittadine, fra pop-punk e hip hop.

Spagna, elettronica e reggae 
Arrivato all’edizione del ventennale, il Sónar di Barcellona è il più importante festival di musica elettronica del continente che per festeggiare il traguardo fa le cose in grande e invita i Kraftwerk(l’equivalente dei Rolling Stones per la sperimentazione) con il loro colossale show in 3D dj internazionali come Laurent Garnier e Paul Kalkbrenner. Non solo, ci sono sezioni dedicate alla creatività giovanile con contest aperti al pubblico. Di vena rock è invece il festival di Benicássim (dal 18 al 21 luglio) che a un’ora d’auto da Valenza propone big come The KillersBeady EyeBastille e Primal Scream. Per gli appassionati di ritmi giamaicani l’appuntamento è con l’«altra» Benicássim che prende vita dal 17 al 24 agosto con il Rototom Sunsplash (www.rototomsunsplash.com) festival «emigrato» dall’Italia nel 2010 e che presenta big del reggae contemporaneo come l’italiano AlborosieWailing Souls e Misty in Roots.

Nei centri storici francesi 
Per chi vuole unire la visita ai centri storici alla musica, la scelta può cadere su La Route du Rock(dal 14 al 17 agosto www.laroutedurock.com) che nella bretone Saint Malo ospita Nick Cave and the Bad Seeds e nuovi talenti di Widowspeak e Cankun. Rispolverando antiche rivalità, l’«anti Glastonbury» è il francese Eurockéennes, che dal 4 al 7 luglio è ospitato dalla cittadina di Belfort con una line up di richiamo che comprende Blur, Jamiroquai, Skunk Anansie e gli onnipresenti australiani Tame Impala con il loro rock psichedelico.

Roskilde in Danimarca
Roskilde in Danimarca

Dalla Danimarca alla Croazia
Il danese Roskilde, il polacco Open’er (www.opener.pl) e il colossale Sziget di Budapest sono i grandi festival dell’Europa settentrionale e orientale. Roskilde (www.roskilde-festival.dk) apre i battenti a fine giugno (dal 29 giugno al 7 luglio) con ospiti internazionali in equilibrio fra pop/dance, rock e nu-metal, da Rihanna agli Slipknot, dai Sigur Ròs ai Queens of the Stone Age. Sziget, dal 5 al 12 agosto (www.sziget.hu), è organizzato sull’isola di Obudai vicino alla capitale ungherese e ha la capacità di attirare 400 mila spettatori con gruppi fra rock ed elettronica: EditorsDizzee Rascal the Cribs, fra i principali. Diretto concorrente di Sziget per dimensioni è il Paléo Festival (dal 23 al 28 luglio, www.paleo.ch) organizzato a Nyon nella Svizzera francese. È il secondo maggiore open-air music festival d’Europa, dopo quello ungherese. E sui festival come mezzo di promozione turistica negli ultimi anni ha puntato l’infaticabile (e vicina al confine italiano) Croazia (http://fests.eu/it/country/HR) che schiera ben dodici festival sulla costa e nell’interno fra luglio e settembre, da Tisno a Rovigno all’Isola di Pag con una prevalenza di rassegne a base di dance ed elettronica.

City Sound e Rock in Roma
In Italia, il milanese City Sound (dal 10 giugno al 28 luglio,www.citysoundmilano.com) fa convivere il nuovo emo-rock dei Paramore con l’indie rock dei Fun classici redivivi come i Deep Purple. Nella capitale, Rock in Roma (www.rockinroma.it) compete con Milano (dal 21 giugno al 26 luglio) con un superpalco all’Ippodromo delle Capannelle per una line up di vecchi e nuovi maestri del rock a confronto, da Bruce Springsteen e Mark Knopfler ai Green Day.

 

Milano: tutti al Plastic, con gli chef


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Dal 2 al 4 luglio, nella storica discoteca (ora in via Gargano) la quarta edizione di Le Grand Fooding: i piatti cult di 6 cuochi preparati in camion con fornello, o food truck. Hamburger, carbonara, tiramisù, aligot, couscous, flaeskesteg: chi li assaggiava anche beneficenza

Martedi 2, mercoledì 3, giovedì 4 luglio. Tutti al Plastic.  Ma, questa volta, la storica discoteca milanese (che non è più nella gloriosa sede di viale Umbria, dove in trent’anni e passa si sono visti Andy Warhol, Keith Haring, Freddy Mercury, Prince,Bruce Springsteen, Madonna, Elton John e tanti altri) è al centro della movida estiva grazie a Le Grand Foodinggastrokermesse di rilevanza internazionale (nata in Francia per iniziativa di Alexandre Cammas, in Italia è alla quarta edizione). Il filo conduttore delle tre serate meneghine (inizio alle 20) è Cultorama: sei top chef presentano al pubblico le loro interpretazioni dei piatti più cult, preparati all’interno di “food truck”, importati e attrezzati per l’occasione. Quella del camion con fornello è una tendenza che si sta diffondendo sempre di più in Europa. 

I sei chef invitati sono: Kristin Frederick, chef di Los Angeles, che a Parigi spopola con il suo Le Camion qui Fume, dove prepara ottimi hamburger itineranti; Paolo Parisi, agricoltore-cuoco che nutre le sue galline livornesi solo con pregiatissimo latte di capra (insieme alle uova si potrà assaggiare il guanciale di cinta senese nella carbonara);Mohamed Ourad, chef franco-algerino del ristorante londinese Momo, a Soho, autore del Couscous MomoBernard Chesneau, che arriva dalla Danimarca con il suo food truck, su cui cucina il “flaeskesteg”, a base di maiale arrosto e cavolo rosso stufato; Jean-François Ferrié, che dopo aver lavorato fra Barcellona e Parigi vive a Laiguiole, città d’origine, nel dipartimento dell’Aveyron, nella regione del Midi-Pirenei: cucinerà l’Aligot à l’ancienne. Il piatto, vero cult della cucina francese, è una specie di purè, fatto con patate schiacciate e formaggi che lo rendono particolarmente filante e gustoso. 

È prevista poi una portata “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, ovvero un abbinamento inedito e sorprendente curato da Fabio Pisani e Alessandro Negrini, gli chef del ristorante milanese Il Luogo di Aimo e Nadia, che proporranno una ricetta con fragole, pomodori Cuori di Bue di Albenga, pop corn di pasta, arance, limoni e menta fresca. Un piatto insolito e sorprendente. Gran finale con Le Grand Nespresso Final Cult, una rivisitazione creativa del tiramisù firmata da Franco Aliberti, il giovane cuoco “pasticcione e pasticciere” che, dopo aver abbandonato la cucina dell’Osteria Francescana, sta per aprire una nuova attività. Il tutto accompagnato da Birra del Borgo, vino Zanotto, le acque Sanpellegrino e Panna

Abbuffata di gusto, con risvolto charity: parte del ricavato verrà devoluto in beneficenza all’Associazione CAF Onlus, Centro di Aiuto al Bambino Maltrattato e alla Famiglia in crisi.

InfoLe Grand Fooding Milano. Dal 2 al 4 luglio, dalle 20 alle 24. Plastic, via Gargano 15.