Grecia in barca a vela: giugno il periodo migliore


È adesso che il Meltemi non infuria la stagione giusta per seguire la rotta del mito. Da Anafi ad Amorgos all’isola sacra di Patmos, le tappe consigliate, più le dritte per le barche e i voli scontati per Atene

Navigare tra le isole greche, ripercorrendo la rotta del viaggio di ritorno degli Argonauti: circa 200 miglia dalle Cicladi al Dodecaneso, fino all’Egeo nordorientale. La partenza è dal porto di Parikia, a Paros, raggiungibile dall’Italia con un volo che fa scalo ad Atene (in giugno, con Aegean Airlines tariffe scontate da 170 € a/r. Da prenotare sul sito Volagratis.com, offerte@volagratis.com, numero verde 892040). Il diario di bordo prevede di toccare gli approdi di Anafi, Amorgos, Patmos e Ikaria, con tappe non superiori a 25-30 miglia di navigazione. Il periodo ideale per veleggiare tra queste isole ègiugno, oppure settembre, quando il meltemi non infuria da nord. Anche per chi non ha lunga esperienza in barca, la navigazione in questi mesi risulta tranquilla, ma ovviamente è d’obbligo la consultazione dei meteo greci o dell’affidabilewindfinder.com. Per i neofiti, l’Associazione Allievi Centro Velico di Caprera (www.allievicvc.it) organizza corsi tra alcune isole dell’itinerario.

Due settimane sono l’ideale per non forzare le tappe, mettendo in conto uno stop per qualche giornata di vento eccessivo. DaParikia, verso sud-sudovest si passa attraverso il canale tra Ios e Iraklia, per poi doppiare Santorini, lasciandosi sfilare a dritta la parte occidentale di Nea Kameni, il cratere centrale dell’isola. Un anfiteatro spettacolare, con le rocce laviche rossastre e brune che scendono a picco per centinaia di metri e contrastano con il mare profondo del centro. Emozionante il passaggio sopra la parte sommersa dell’edificio laterale della caldera, tra Capo Akrotiri e l’isolotto di Aspro. In pochi metri si passa da oltre 300 metri di fondale a 10.

Quindi si punta verso la costa sud di Anafi, dove si ormeggia all’unico vero approdo di Skala, in un molo di levante diroccato che protegge dal vento di nordovest. Il fondale di sabbia ha una profondità che varia dai 3 ai 6 metri, ma il moto ondoso ne cambia frequentemente le misure. A terra ci sono un piccolo market e una taverna. Un bagno in assoluta tranquillità è sul versante sud dei due isolotti deserti di Pacheia e Makra, dando fondo con l’ancora che scende per circa 20 metri sul fondale. La visita aChora, il centro dell’isola, è l’occasione per scambiare con il proprietario del Liotrivi, la taverna sulla strada principale, qualche suggerimento per un ancoraggio per la pesca.

In direzione nordest, navigando di bolina si staglia il profilo a cresta di Amorgos. Doppiato il capo dell’isolotto di Gramvousaa sinistra, a est si apre la grande baia a ferro di cavallo diKatapola, uno dei porti naturali più belli delle Cicladi: qui sono venuti alla luce reperti della civiltà cicladica. Di giorno è un porto trafficato dalle barche da pesca e dai traghetti, mentre la sera i negozietti di artigianato, i caffè e le taverne disseminate lungo tutta la banchina si animano fino a notte inoltrata, ma senza eccessi. Il Kafenion Naftilia è uno dei più vecchi caffè e sicuramente fra i più caratteristici di tutta l’isola, mentre il Veros(tel. 0030.22.85.71.191) è il ritrovo degli skipper per un generoso piatto di pesce grigliato. Non si può arrivare ad Amorgos senza rituffarsi nelle atmosfere di Le grand bleu di Luc Besson: nella baia di Kalotaritissa il relitto semiaffondato di una nave mercantile è stato il set del film.
A nordest dell’isola, la spiaggia di Paralia Aghia Anna, dove danno ancora gli yacht per una sosta, è una splendida baia con fondale da esplorare. Vicino a Katapola si trovano le spiagge di Kato Krotiri, di Agios Panteleimonas, di Martesi e di Plakes.

Rotta nord-nordest, per circa 35 miglia, per toccare Patmos. Dirigendosi sul versante est si raggiunge l’isolotto di Tragonisi, che nasconde la bella spiaggia ghiaiosa di Petra, in prossimità di uno stagno che nel periodo invernale diventa l’habitat di cigni, aironi e anatre selvatiche. Più a nord la baia del piccolo porticciolo di Grikos, con la rocca di Kalikastrou e le sue grotte naturali, che furono abitate da eremiti, diventa un buon rifugio dal meltemi. Le sagome dei tre mulini a vento sulla costa sono un punto di riferimento, come i cubi bianchi della Scuola di Patmos, sopra ilMonastero dell’Apocalisse. Risalendo la costa, la baia di Skala, il principale porto dell’isola, appare come un fiordo, ma con i rilievi appena accennati. A Kambos, un’insenatura circondata da una spiaggia di ciottoli, si può godere la vista della barca ormeggiata dalla terrazza del Patmos Paradise (doppia da 130 €, www.patmosparadise.com), un piccolo e curato hotel dove trascorrere una notte senza beccheggio. Sulla punta nord dell’isola, Lambi è un’altra delle spiagge che merita una sosta anche per il saganaki, formaggio in pastella fritto in abbondante olio, della Psistaria Leonidas (tel. 030.22.47.03.14.90, piatti da 3 a 6 €).

Di qui si punta a nordovest verso Ikaria, l’isola del mito di Icaro. Il lato occidentale non riserva molte insenature o ripari dal vento che arriva molto forte e con onda formata su questa parte di costa. La lunga spiaggia di Armenistis, infatti, è frequentata dai surfer più esperti, perché il vento da nord raggiunge i 60 km/h. Di onde parla la canzone del compositore Mikis Theodorakis, che proprio qui si era ispirato, e che Panaghiotis, il giovane proprietario del disco pub, lancia come un mantra la sera, quando i surfer si ritrovano a bere raki e il rosso di Ikaria. Gli yacht preferiscono stare ridossati nella parte sudest di Ikaria, nell’incontaminata striscia di sabbia diKarkinagri, per poi risalire lungo il tratto di mare orientale per una puntata al piccolo arcipelago di Fourni e alle sue isolette, distanti poche miglia da Agios Kirikos. Il villaggio delle case dei Capitani si raggiunge dopo aver doppiato l’insenatura di Seychelles Beach, che nel nome racchiude l’incantevole tavolozza di colori, dal turchese al verde smeraldo. Dirigendosi ancora lungo la costa di Ikaria, ci si imbatte nella piccola baia di Therma, dove il centro termale Ikaria Spa Beach (tel. 0030.22.75.02.26.65) richiede una mezza giornata di sosta per la remise en forme, immergendosi nelle vasche di acqua calda che Ippocrate decantò nei suoi trattati medici.

Dove noleggiare le barche 
Arawak Sailing Club, via Diaz 15, Trieste, tel. 040.30.49.56, www.arawak.it.
VelaMare Club, via Zamenhof 20, Milano, tel. 02.89.77.21.42, www.velamare.it.
Equinoxe, via della Moscova 58, Milano, tel. 02.29.06.02.42. Via dei Mille 19, Torino, tel. 011.81.85.211, www.equinoxe.it.

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