On the road: la Route 160 del Colorado


AMERICA IN THE ROAD 1In moto, in fuoristrada, in mountain bike, a cavallo e persino con i treni a vapore: l’avventura è per tutti lungo la spettacolare San Juan Skyway. Tra canyon, pinnacoli e monoliti

L’America on the roadAMERICA ON THE ROAD 2

Durango, in Colorado, ha saputo preservare il fascino del West. Capitale dell’outdoor offre infinite opportunità di vivere l’avventurarafting sulle rapide turbolente dell’Animas River(El Rio de las Animas Perdidas) e fuoristrada, impegnativo, ma spettacolare, delle San Juan Mountains. Esperienze di poche ore o un’intera giornata (con equipaggiamento e pasti inclusi e vari livelli di difficoltà), protetti dalla presenza delle guide esperte di Outlaw Tours. Non solo fuoristrada: le oltre 350 miglia di sentieri tra boschi e montagne che circondano la città sono l’ideale palestra all’aperto per gli amanti dellamountain bike (anche con i tour guidati di Southwest Adventures, tel. 001.970.25.90.370) o delle semplici passeggiate; l’altitudine e l’aria particolarmente sottile consigliano però moderazione e allenamento, soprattutto per chi si vuole cimentare nelle scalate più impegnative. In città si può seguire l’Animas River Trail, scenografico percorso pianeggiante che costeggia il fiume per sette miglia.

Per i meno sportivi, avventura, emozione e spettacolo naturale iniziano alla stazione ferroviaria di Durango, e si vivono a bordo della Durango & Silverton Narrow Gauge Railroad (479 Main Avenue, tel. 001.970.24.72.733), dal 1882 una delle più ardite meraviglie ingegneristiche d’America, creata per il trasporto dei metalli preziosi estratti da queste montagne, e votata daNational Geographic Traveler miglior viaggio in treno del Nordamerica. La locomotiva a vapore ancora oggi fischia attraverso le stesse valli e foreste, su ponti e canyon, stretta tra le rocce a strapiombo sul fiume Animas: 3 ore e mezzo, 45 miglia e un dislivello di 1000 metri da gustare affacciati al vagone panoramico, fino a Silverton. Conviene pranzare in questa rustica, quasi intatta cittadina mineraria dalle strade sterrate, porta di accesso alle montagne più alte, in quanto a bordo non c’è ristorazione, ma solo un piccolo coffee shop con panini; il treno riparte verso Durango ogni mezz’ora circa.AMERICA ON THE ROAD3

Durango e Silverton, e più oltre anche Ouray e Telluride, sono le perle della Route 160, la spettacolare San Juan Skyway, impegnativo percorso circolare (250 miglia, 400 chilometri) da guidare in più tappe attraverso i boschi, lungo le vertiginose curve a oltre 3500 metri di altitudine della celebre Million Dollar Highway, per sfiorare infine i confini del deserto. Poche miglia a nord di Durango ci si inoltra nella San Juan Forest; qui nella zona di Purgatory, comprensorio sciistico d’inverno e paradiso naturale d’estate, fra boschi e laghetti, la Durango Premier Vacation Rentals affitta, anche per pochi giorni, cottage e ville. Full immersion nel verde, e per far la spesa il vicino Purgatory VillageLa strada si inerpica sul Molas Pass, dove pare si respiri l’aria più pulita degli interi Stati Uniti, e, superata Silverton, si ha quasi la sensazione che il Milione di Dollari sia in realtà il valore degli scorci che la Highway offre a ogni curva tagliata nella roccia del Red Mountain Pass; un viaggio che a bordo delle diligenze poteva durare settimane e che oggi, se si resiste alla tentazione di fermarsi ad ammirare il panorama, si copre in meno di due ore. Da qui si accede ad alcuni dei più noti e affascinanti tracciati fuoristrada d’America: il più impegnativo porta sino in cima alla Red Mountain N. III (3929 m.), un antico vulcano da cui vennero estratti oltre 750 milioni di dollari in oro; le pietre di scarto della lavorazione colorano le vette di un surreale rosso-arancio, che contrasta con la verdissima vegetazione sottostante.

Da Ouray in fuoristrada si possono affrontare i quasi 4500 metri dell’Imogene Pass, nome mitico per gli appassionati di 4×4, e secondo per altezza negli Stati Uniti; sebbene la pista (in totale 18 miglia) inizialmente si arrampichi dolcemente, l’ascesa presto si fa più ripida, ma la sua fama deriva soprattutto dalla bellezza dei panorami, spazi aperti di valli coperte da fiori selvatici nei mesi estivi, cime spoglie punteggiate di villaggi minerari fantasma, dal più celebre dei quali,Tomboy, si scende gradualmente, quasi planando, su Telluride. I meno avventurosi possono raggiungerla in poco più di 100 miglia, aggirando le montagne lungo il lato nord della San Juan Skyway, e da lì imboccando la stretta valle che la chiude da tre lati. Questo box canyon, una scatola appunto, che delimita i suoi confini naturali, ne ha preservato la struttura e il fascino western, e oggi Telluride, Distretto Storico Nazionale, è la quintessenza dell’Old West-New West, e per questo meta ambita di celebrities (Tom Cruise ha qui un ranch) in cerca di anonimato.

Bohémienne e chic, tranquilla e vibrante, casual ed elegante, la città ha saputo espandere confini culturali (eventi e festival da maggio a ottobre), artistici (gallerie), gastronomici(varietà e qualità, e Farmer’s Market bio ogni mercoledì pomeriggio nella pedonale Heritage Plaza) esportivi (jeeping e biking in estate, grande sci nel comprensorio di Mountain Village in inverno),concentrandoli attorno alla scenografica Main Street (Colorado Avenue). Da sempre nel cuore di downtown, il New Sheridan Hotel (231 W. Colorado Avenue, Telluride, tel. 001.970.7284351) è stato negli anni testimone del passaggio dalla corsa all’oro al turismo elegante, rinnovando lo charme con il wi-fi. Oggi è allo stesso tempo il più autentico e il più moderno in città, e il suo bar, atmosfera informale, affollatissimo sempre, tra vetri a piombo, pannelli in mogano e un infinito bancone in ciliegio intagliato a mano, è per Forbes Travelertra i dieci migliori après-ski al mondo, e, durante la stagione estiva, imperdibile ritrovo per un drink. Tredici minuti ad alta velocità a bordo della Gondola, la spettacolare funivia a picco sulla città, e 700 metri più in alto, il Mountain Village, circondato dalle cime più elevate delle San Juan, è un moderno resort (l’Hotel Madeline è segnalato da Condé Nast Traveller) con facile accesso alle attività outdoor in tutte le stagioni. Le piste da sci in estate diventano discese adrenaliniche per il downhill in sella a speciali mountain bike. Pranza al ristorante panoramico Allred’s (tel. 001.970.72.87.474), nella stazione di Santa Sophia, a metà della Gondola.

All’altezza di Cortez, la Skyway curva bruscamente verso est in direzione di Durango, ma l’aria tiepida invita a puntare a ovest, dove l’orizzonte si estende a perdita d’occhio, la strada scende, lo scenario cambia repentinamente, come la temperatura, e il deserto incalza. A segnarne il confine la Sleeping Ute Mountain, profilo di capo indiano sdraiato attraverso la pianura, silenziosa sentinella dei Four Corners; 35 miglia più a sud, la convergenza di Colorado, Utah, Arizona e New Mexico è un luogo unico: solo qui, con un passo, si può essere contemporaneamente in quattro diversi Stati. Qui si varca la porta di accesso al Sudovest. Anse e canyon, pinnacoli e monoliti, archi e ponti. A Muley Point la Route 261 sembra svanire nel vuoto, lo sguardo abbraccia decine di miglia a ogni tornante dei quattro chilometri che si gettano quasi verticalmente verso la Valley of the Gods e il Goosenecks Overlook, 300 metri a picco sul fiume San Juan; qui, in un miglio in linea d’aria, l’acqua ne percorre cinque, torcendosi per sette volte come un serpente (o come un collo d’oca, da cui il nome). A Mexican Hat, con la famosa roccia a forma di sombrero, l’eccellente posizione panoramica sulla sponda del fiume e l’ottimo ristorante, che serve anche piatti della tradizione navajo, fanno del San Juan Inn ilmiglior punto di partenza per esplorare i Parchi Nazionali dello Utah, a nord, e la vicinaNavajo Indian Reservation, ricca di bellezze naturali e vestigia degli antichi nativi. Il sito più noto e spettacolare è Monument Valley Tribal Park, luogo sacro ai Navajo. Per i fuoristrada è agevole affrontare il sentiero sterrato e sabbioso che costeggia fin quasi a sfiorarli alcuni dei monumenti più celebri: il Totem, le Tre Sorelle e le notissime Muffole, ma le auto rischiano di rimanere insabbiate, o bloccate nel fango di improvvisi temporali estivi, per cui è preferibile salire su uno dei camion 4×4 del Goulding’s Trading Post & Lodge (motel, ristorante, stazione di servizio e un piccolo museo dedicato a John Wayne, tutto gestito dai Navajo) per un tour in zone altrimenti inaccessibili (da due ore all’intera giornata).

AMERICA ON THE ROAD 4Da Cortez la San Juan Skyway fiancheggia le impressionanti rovine indiane di Mesa Verde, antiche di oltre seicento anni, a cui si accede guidando per circa 20 miglia sospesi sulla cresta delle montagne; incastonate nelle pareti rocciose dei profondi canyon che scendono dal verdissimo altopiano sovrastante. La cultura degli antichi abitanti, gli Anasazi, è ancora tra le più misteriose del Nordamerica: i complessi villaggi furono improvvisamente abbandonati intatti. Riscoperti casualmente nel 1888, questi tesori storici e architettonici dell’Unesco sono protetti dal 1906 dal National Park Service, che organizza tour accompagnati dai ranger e mette a disposizione biciclette per percorrere la Ruins Roadin piena autonomia, in alternativa all’auto. L’altopiano si apre, è il territorio dei ranch; discosto dalla Highway, ma a soli 15 minuti da Durango, il Blue Lake Ranch (16919 Highway 140, Hesperus, tel. 001.970.38.54.537), incantevole residenza d’inizio Novecento, con arredi originali country southwest, dai tavoli in filigrana d’argento del New Mexico ai tessuti dei Nativi Americani, è oggi un lussuoso b&b. Il ranch copre 200 acri di una valle, ricca di sorgenti naturali, che affluiscono in un piccolo lago privato; nascosti tra curatissimi giardini fioriti, deliziose casitas e tranquilli cottage; nella costruzione centrale vengono servite generose colazioni da ricette locali. Da questo angolo incantevole, il mezzo più adatto a vivere lo splendore delle Rocky Mountains e scoprirne la fauna selvatica tra boschi e radure è il cavalloRimrock Outfitters, a poche miglia da Blue Lake,organizza passeggiate per tutti, condotte da guide esperte, e su cavalli nati su queste montagne. I più abili arrivano ai 3000 metri delle La Plata Mountains (da un’ora all’intera giornata, pasti inclusi). Al tramonto, nel patio del ranch, ancora uno sguardo in pieno relax verso i monti di Durango.

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