Storia del cinema: Rossellini e l’Osteria dei Fratelli Menghi


Santis

Ebbe risonanza mondiale per la prima volta nel 1946, con Roma, città aperta, che fu il primo importante film uscito in Italia dopo la guerra. Nonostante la presenza di molti elementi estranei al neorealismo, dipingeva chiaramente la lotta per l’esistenza che gli Italiani combattevano giorno dopo giorno sotto l’occupazione tedesca di Roma, facendo coscientemente il possibile per resistere all’occupazione. I bambini vi giocano un ruolo chiave così come Roma desiderava con tutte le sue forze tornare a vivere, dopo la miseria e la paura della guerra appena finita. Comincia infatti un decennio straordinario, che va dalla ricostruzione alla vigilia del boom economico, culminando con l’ avvento della Dolce Vita. 

VIA MARGUTTA VIA MARGUTTA 2

Gli artisti si ritrovano nello studio di Guttuso a via Margutta e in quello di Carlo Levi a Villa Strohl-fern. Ma si incontrano anche nei caffè e nelle trattorie: tra le più frequentate, quella dei fratelli Menghi, che al momento del conto accettano quadri al posto dei soldi.

 

VIA FLAMINIA

 In via Flaminia 57,  ora c’è il  Caffè dei Pittori con una sala interna e una saletta esterna , molto frequentato dai ragazzi della  Facoltà di Architettura e Scuola Per Mediatori Linguistici ” Gregorio VII”. In questi locali c’è stata per decenni l’Osteria dei Pittori, un posto magico, frequentato nel dopoguerra da tutti i giovani talenti dell’arte astratta e d’avanguardia presenti a Roma. Nell’ Osteria dei Pittori si parlava di arte e, dopo pittori, poeti e artisti di strada, anche i giovani cineasti incominciano a frequentare il locale: Mario Monicelli, Giuliano Montaldo, Rodolfo Sonego, Ugo Pirro, Franco Solinas, Giuseppe De Santis, Elio Petri, Luigi Magni, Gillo Pontecorvo, Giuseppe Patroni Griffi, tutti rigorosamente senza una lira.“I fratelli Menghi erano dei veri mecenati” ricorda Magni “ed il cinema italiano migliore, così come anche la pittura e la poesia, deve anche qualcosa a loro, anzi moltissimo, proprio per il modo che avevano di trattenere gli artisti a Roma”.

I frequentatori principali erano per esempio : Anna Magnani, Federico Fellini, Ivo Perilli, Roberto Rossellini ma anche scrittori come Italo Calvino  che  dedicò l’opera “Il Barone Rampante”  ad una delle storie ascoltate presso l’Osteria Dei Fratelli Menghi.

 ANNA MAGNANI1 ANNA MGNANI 2

Tra breve posterò un altro dei luoghi che hanno fatto la storia del Neorealismo Romano e Italiano: il Pigneto. 

Attualmente il Pigneto conta circa 52.000 residenti, con un’alta concentrazione di anziani, gli abitanti storici del quartiere che hanno determinato quel tessuto di relazioni sociali, quel clima da città nella città che da sempre caratterizza l’anima popolare del borgo. E forse è proprio questo il motivo per cui alla popolazione storica si sono aggiunti comunità di immigrati provenienti dall’area sud asiatica e che da alcuni anni stanno aprendo o rilevando numerose attività commerciali solitamente di articoli per la casa, negozi di ortofrutta e bar, ci sono poi immigrati dell’Africa, da paese arabi e da alcuni dei paesi dell’Est Europa, questi ultimi impegnati nelle ristrutturazioni edilizie gli uomini e nell’assistenza agli anziani le donne. 

Inoltre sempre più nel quartiere si trovano appartamenti dedicati agli studenti della vicina Università di Roma “La Sapienza” o comunque destinati alla coabitazione di diverse persone. Ancora si stanno trasferendo al Pigneto nuovi residenti di ceto medio alto, anche intellettuali, artisti ed alcuni personaggi tra i quali troviamo molti attori televisivi, che sottolineano ancora una volta l’indissolubile carattere artistico e creativo del quartiere.

Ciò non di meno il quartiere conserva anche aspetti di degrado urbano e di marginalità sociale non indifferenti, forse anche quest’ultima vista come un’interpretazione in chiave moderna della semplicità del Neorealismo.

 

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