I primi passi del sindaco Marino: «La mia vice sarà donna e i Fori a piedi»


MARINO

Tra i nomi Patrizia Prestipino. Il neo sindaco: «Chiederò consigli a Stefano Rodotà. E il Pdl doveva scegliere la Meloni»

ROMA – Il giorno dopo l’elezione, il sindaco Ignazio Marino inizia a formare la squadra e dare le scadenze. «Di certo la vice sindaco sarà donna». I nomi che circolano, i papabili, sono quelli di Patrizia Prestipino, piddina-renziana, ma anche della compagna di Dario Franceschini e storica consigliera municipale al Prenestino, Michela Di Biase, e di Rita Paris, capolista Lista civica Marino, sovrintendente del Parco archeologico dell’Appia Antica e rieletta in Campidoglio. E per «far risorgere Roma» la prima mossa è, insieme, quella più attesa e quella più discussa. «Pedonalizzerò i Fori imperiali e pensavo di farlo il 15 di agosto – ha annunciato il neo sindaco – Il giorno prima farò l’ultimo giro con la mia Panda su via dei Fori imperiali, dopodiché ci tornerò in bicicletta».

LE TAPPE DEL PRIMO CITTADINO – La cerimonia del passaggio di consegna con il sindaco uscente Gianni Alemanno è prevista per giovedì in Campidoglio, anche se non è escluso che possa farsi anche martedì stesso. Entro tre giorni dalla proclamazione il sindaco dovrà notificare ai consiglieri dell’assemblea capitolina la loro elezione. Non più tardi di 20 giorni dalla sua nomina il chirurgo dem dovrà rendere nota la giunta. Entro 10 giorni sempre dalla proclamazione, invece, il primo cittadino è tenuto a convocare il primo consiglio comunale che dovrà riunirsi nei successivi 10 giorni. In quell’occasione Marino presenterà in aula Giulio Cesare il suo programma di governo che poi sarà messo al voto.

 OPERA MUSSOLINIANAIn campagna elettorale, Marino aveva presentato la sua proposta per rendere pedonale, via del Fori Imperiali, il grande viale mussoliniano che dal Colosseo arriva in piazza Venezia, considerato all’epoca (siamo nel 1934) il cuore del regime fascista. Una chiusura al traffico – richiesta più volte dalle associazioni ambientaliste – che la precedente amministrazione ha lungamente rimandato, giudicandola forse impraticabile per il traffico romano. Marino, invece, riparte proprio da lì. Una scelta simbolica, per manifestare plasticamente (e politicamente) l’inversione di tendenza. Ma in pochi credevano che questo sarebbe stato il suo primo atto da sindaco. «Sicuramente mi direte che sarà questo il mio primo errore….» ammette sorridendo consapevole della portata della sua scelta che si porterà dietro un bel po’ di polemiche.

 L’INCONTRO CON IL PAPA – «Guardo quell’occasione con grande aspettativa – ha PAPAspiegato Marino in riferimento all’incontro con il pontefice – perchè i segnali che ha dato Papa Francesco, non solo a Roma e all’Italia ma all’intero pianeta, sono straordinari. L’idea di una Chiesa che parta dai più deboli, dai più poveri, dalle persone che vivono il maggior disagio mi sembra davvero molto importante in questo momento di grave crisi economica che attraversiamo oggi».

 STEFANO RODOTA ‘– Ha le idee chiare Marino. Nella lunga intervista radiofonica alla RODOTàtrasmissione «Un giorno da pecora», il chirurgo prestato alla politica ha ribadito che cercherà di portare Stefano Rodotà nella sua squadra in Campidoglio, forse per un’authority («gli chiederò tanti consigli, l’ho votato come presidente della Repubblica discostandomi dalle indicazioni del Pd, tranne che per Prodi» confessa).

DONNE – E sulla composizione della sua giunta ribadisce che «il 50 per cento sarà donna» Magari anche la vicesindaco: «Mi piacerebbe molto, ma direi una bugia se dicessi che su questo ho le idee chiare». E commentando alla radio i risultati deludenti del centrodestra alle elezioni romane, aggiunge che forse anche «il Pdl avrebbe fatto meglio a fare le primarie come il Pd» per puntare sulle donne, in particolare una: Giorgia Meloni (leader di Fratelli d’Italia). «Con lei sarebbe stata un’altra campagna elettorale» ammette Marino.

LA BICI ROSSA – «Andrò in Campidoglio in bici, con una bici rossa» ha detto Marino scherzando con i conduttori ai quali confessa di avere anche una Panda rossa: «Il colore l’ha scelto mia moglie, – racconta – probabilmente per il suo orientamento politico…».

GIORGIA MELONI – «Alemanno oggi va trattato con grande rispetto – dice Marino – Ma se  GIORGIA MELONI fossi stato nel Pdl avrei fatto le primarie, come avvenuto nel Pd. Un candidato molto serio poteva essere Giorgia Meloni. Credo che con lei sarebbe stata una campagna elettorale diversa». Una dichiarazione che richiama alla mente le parole di Renata Polverini, intervistata dopo il voto. Parlando «senza nessun risentimento e astio», Marino ricorda anche come «lo staff di Alemanno è stato molto aggressivo nei miei confronti. Ci sono rimasto molto male quando hanno detto che io sono un vivisezionista. Non solo non lo sono ma non ho mai operato a scopi di ricerca sperimentale nè su un cane nè su un gatto. L’ho fatto solo sui roditori per sperimentare farmaci con gravi patologie. Con la Meloni questi argomenti probabilmente non sarebbero stati toccati».

LE TELEFONATE – Marino rivela anche il contenuto della telefonata ricevuta da Alemanno prima delle 16, neanche un’ora dopo la chiusura dei seggi. «Mi ha detto: ‘Ciao sono Alemanno’, gli ho risposto: ‘Ciao Gianni, ti avevo riconosciuto’ e gli ho detto che al di là dei contrasti della campagna elettorale, ci tenevo al rispetto delle istituzioni e non sarei andato in Campidoglio. Gli ho chiesto un incontro per il passaggio di consegne». Marino ha ricevuto la chiamata anche del premier Enrico Letta: «Si è complimentato per la campagna elettorale e ha detto che lavoreremo insieme per Roma. È una cosa positiva perchè la Capitale avrà bisogno di molto denaro…» dice il neo sindaco.

CONSIGLI DA MEDICO – Marino ha festeggiato la vittoria con spumante e novalgina alla festa alla Casa del jazz organizzata per il suo staff. «Avevo e ho ancora mal di testa. Ho preso solo uno spumantino e una novalgina, l’effetto è quasi una droga. Non fatelo mai: rimane il mal di testa il giorno dopo» . Consiglio di medico.

 

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