Turchia, ancora una notte di scontri Bonino: «Non è come in piazza Tahrir»


Dopo 8 ore gli agenti «riconquistano» il luogo simbolo della protesta. La Casa Bianca: «Garantire diritto di espressione»

Notte di violenti scontri tra polizia e manifestanti anti-Erdogan a Istanbul. Una delle peggiori dall’inizio della protesta, secondo gli osservatori. Alla fine piazza Taksim – occupata dall’inizio delle rivolte – è stata «riconquistata» dalla polizia dopo otto ore di scontri. Intanto si intensifica il pressing diplomatico sul governo Erdogan da parte di Usa, Ue, Onu e anche Italia e il premier Erdogan ha annunciato che nel pomeriggio incontrerà un gruppo di 11 persone in rappresentanza dei manifestanti di Parco Gezi. Nel gruppo, secondo l’agenzia Anatolia, fanno parte artisti, accademici e studenti. La Piattaforma Taksim, che ha dato l’avvio alle proteste 16 giorni fa, ha annunciato tuttavia di non essere stata informata dell’incontro e che comunque il gruppo «non rappresenta» i manifestanti nel Paese.

LA CASA BIANCA – Al 12esimo giorno di proteste si moltiplicano le condanne per il «pugno duro» usato dalla polizia in Turchia. La Casa Bianca ha espresso «preoccupazione» per quanto sta succedendo, esigendo il rispetto della libertà di espressione, di assemblea e di associazione, e di avere «una stampa libera e indipendente». «La stabilità di lungo termine della Turchia può essere garantita solo sostenendo il diritto di espressione e quello di riunirsi – ha detto la portavoce Caitilin Hayden – La Turchia è un Paese alleato e amico degli Stati Uniti, e ci aspettiamo che le autorità turche sostengano queste libertà fondamentali».

GERMANIA – Il portavoce di Angela Merkel Steffen Seibert a Berlino ha detto che il governo tedesco «segue con grande preoccupazione» l’escalation della situazione in Turchia. «Solo il dialogo può servire a calmare la situazione in modo duraturo, ha aggiunto. Bisogna abbassare i toni dello scontro».

BONINO – Il Consiglio d’Europa ha parlato di «violenza inaccettabile», Amnesty International di «violenza brutale e vergognosa». In Italia il ministro degli Esteri Emma Bonino ha riferito in Parlamento sugli sviluppi della situazione turca. «Piazza Taksim non è piazza Tahrir – ha detto Bonino – piuttosto la protesta è più simile a quelle di Occupy Wall Street». Il ministro degli Esteri ha inoltre sottolineato che l’Italia «vuole una Turchia pienamente democratica in Europa» e che «l’adesione della Turchia all’Ue può avere un effetto benefico per il Paese». «Nelle piazza e nelle strade si sta svolgendo un esame di maturità del governo turco», ha sottolineato Bonino. Anche Bonino ha sottolineato che da parte della polizia turca «c’è stata una reazione sproporzionata» alle manifestazioni di Gezi Park, «come hanno ammesso anche le autorità del Paese».

ISTANBUL E ANKARA – Dopo la notte di scontri a Istanbul la situazione è calma. Gli ultimi lanci di lacrimogeni sono avvenuti verso le 3 di notte ora locale (le 2 in Italia). Poi i manifestanti si sono ritirati nel parco e i poliziotti hanno ripreso il controllo della piazza. All’alba i bulldozer hanno portato via detriti, macerie e le barricate che erano state erette e hanno ridato un assetto «normale» alla zona. I manifestanti restano a Gezi park dove sono arrivate nuove persone nonostante gli attacchi della polizia e le minacce delle autorità che chiedevano di restare lontani dalla zona. Anche ad Ankara ci sono stati scontri nella notte. La polizia ha sparato gas lacrimogeni e ha usato cannoni ad acqua per disperdere le centinaia di manifestanti che erano scesi in strada per solidarietà alle proteste di Istanbul, e che hanno lanciato sassi contro gli agenti. Nelle prime ore di mercoledì, gli agenti sono quindi entrati nel Kugulu park dove i dimostranti erano accampati. Li hanno costretti a rimuovere le tende e ad andarsene. Tafferugli sono scoppiati con quanti non volevano restare.

MULTA ALLE TV – Dopo il premier Erdogan anche il sindaco della città, Huseyin Avni Mutlu, ha annunciato la linea dura: «Continueremo ininterrottamente con le nostre misure, fino a quando elementi marginali (della protesta) saranno resi inoffensivi». Intanto il Consiglio Supremo della Radio e della Tv (Rtuk) turco, organismo di controllo nominato dal governo Erdogan, ha multato le piccole tv che hanno trasmesso in diretta le manifestazioni di protesta perché «hanno danneggiato lo sviluppo fisico,morale e mentale di bimbi e giovani». Diversi i manifestanti arrestati, compresi 70 avvocati-attivisti. Il premier ha confermato che sono quattro le persone morte nelle proteste iniziate il 31 maggio, tre manifestanti e un poliziotto. «Mi dispiace che la gente dica che sto agendo con troppa forza, ma questo è il ruolo di un premier nel suo Paese», ha affermato. «Il 95% dei manifestanti di piazza Taksim», ha incalzato, «non conosceva neanche la piazza prima» delle proteste. Erdogan, che ha definito «vandali» e «terroristi» i manifestanti dovrebbe vedere una delegazione di persone collegate con la protesta contro la distruzione degli alberi di Gezi Park, all’origine della rivolta antigovernativa che poi ha contagiato tutto il paese. Non è chiaro chi ne faccia parte.

SCONTRI IN TURCHIA

 

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