Santo Domingo, il paradiso degli italiani


Scoperta turisticamente da un nostro connazionale, l’area non smette mai di stupire. Qualche idea tra spiagge senza fine, oasi naturali e monasteri in rovina

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 La Repubblica Dominicana è una meta sempre molto amata dagli italiani, per la meraviglia delle sue spiagge caraibiche con le palme che scendono sulla sabbia corallina e bianchissima proprio fino al mare di un color azzurro luminoso, il clima mite tutto l’anno, la cordialità della popolazione e la comodità di accesso in meno di 10 ore con numerosi voli diretti dall’Italia per i diversi aeroporti del Paese, particolarmente ben collegato. Le formalità doganali di ingresso e uscita così come le attese sono ridotte al  minimo, basta il passaporto e va pagato sul posto soltanto un visto del costo di soli 10 dollari USA: è raccomandabile portare banconote di piccolo tagli, e non euro, che sono cambiati in pesos domenicani in maniera meno vantaggiosa. 

Il livello delle strutture alberghiere è ottimo ed adatto anche alle famiglie con bambini un po’ dovunque, a Cabarete, Puerto Plata, Las Terrenas, nella penisola di Samanà, ma soprattutto nella zona di Bayahibe, sulla costa sud-orientale, non lontano dal piccolo aeroporto internazionale di La Romana, raggiungibile comodamente con un taxi. Il nome del luogo è una reminiscenza storica curiosa, perché deriva da una bilancia per la pesa pubblica, del tipo usato dagli antichi romani: all’epoca dei conquistadores gli indigeni per pesare le loro merci dicevano appunto di “andare alla romana”.

Bayahibe, oggi una delle principali località turistiche del Paese con un’ampia offerta di sistemazioni di qualità e resort sulla spiaggia delle principali catene alberghiere internazionali: deve la sua fortuna a un imprenditore italiano, Ettore Colussi che nel 1985 rilevò alcuni bungalow sulla spiaggia proprio sul mare, presto riattati e trasformati in un resort di 120 camere, che pochi anni dopo divenne il primo all inclusive dei Caraibi.

Per chi desidera il sapore dell’artigianato locale, basta uscire di pochi passi dai resort per trovare molte dozzine di negozi coloratissimi e carichi di souvenir: si possono comperare rum di diverse marche dominicane (la più nota è Barcelò), caffè di cui il Paese è grande produttore, oggetti ornamentali e piatti di ceramica colorata, curiosi e variopinti quadri con disegni primitivi della cultura taìno, dal nome degli indios che vivevano sull’isola di Hispaniola prima dello sbarco di Cristoforo Colombo, che proprio qui prese terra nel 1492, gioielli d’ambra e di larimar, conosciuto anche come pectolite blu, una pietra dura azzurra che si estrae soltanto su quest’isola.

Anche se le giornate nei resort passano in fretta tra spiaggia, mare, attività sportive, ristorazione e serate di intrattenimento, alcune escursioni sono assolutamente consigliate a chi si reca in vacanza nella Repubblica Dominicana: non vanno assolutamente mancate.  L’escursione naturalistica più nota è all’isola di Saona nel parco naturale del nord-est, ogni giorno in barca direttamente dalla spiaggia dei resort, per godere di una natura incontaminata, spiagge deserte e immersioni in acque trasparenti e caldissime punteggiate di stelle marine sui fondali sabbiosi.

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