Gli affascinanti segreti della Rupe di Orvieto


MISTERO

Un suggestivo percorso sotterraneo nel quartiere medievale di Orvieto, attraverso grotte ricche di ritrovamenti archeologici riportati alla luce dopo secoli di silenzio e grazie soltanto all’impegno privato della famiglia che ne è proprietaria. Il Pozzo della Cava e le sue Grotte sono un’autentica attrazione e per chi si trova nella città del Duomo, in Umbria, una visita è irrinunciabile.

 Tutto comincia in epoca remotissima quando l’azione eruttiva di alcuni vulcani depositò un’enorme quantità di materiali, fino a formare un’enorme piattaforma in tufo brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna. Ovvero quella piattaforma sulla quale (a 325 metri sul livello del mare) si è sviluppata Orvieto, in posizione strategica che domina la valle sottostante in cui scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere.

La storia ha di che raccontare da queste parti e inevitabilmente le sorprese non finiscono mai. Le vicende del Pozzo della Cava, tra le principali emergenze archeologiche, riannodano i sottili fili della cronaca di decine di secoli. Basti considerare che il Pozzo è un enorme foro nel tufo di 36 metri di profondità, scavato dagli Etruschi per attingere acqua sorgiva ed ampliato per ordine di Papa Clemente VII tra il 1527 e il 1530 con lo scopo di rifornire la città in caso di assedio. Chiuso al pubblico nel 1646, quando in seguito ad una rissa vi furono gettati cinque ufficiali francesi; è stato riscoperto nel dicembre del 1984 e nel 2004 è stato ripristinato il suo originale accesso.

MISTERO 1

 

Ma lo scenario è decisamente più complesso. C’è infatti anche una Fornace che ha tramandato gli ambienti di lavoro e il forno di un laboratorio medievale di ceramica, con diversi utensili originali e numerosi scarti di fabbricazione in terracotta e in maiolica. Questa è di fatto la prima fornace orvietana di cui sia stato possibile documentare una produzione nel Quattrocento, ritenuto il secolo buio della ceramica orvietana.

E come accade in queste situazioni, i “Butti” – vale a dire i piccoli pozzi medievali usati per gettare rifiuti dalle abitazioni – sono diventati nel tempo vere e proprie miniere di reperti antichi.

MISTERO 2

Da vedere ci sono poi quella che è denominata “la Tomba”, ovvero il giaciglio di una tomba etrusca, riadattato nel medioevo per costruire un follone, ossia uno strumento per lavorare i tessuti; la Cisterna, uno scavo etrusco per la raccolta dell’acqua piovana dai tetti delle abitazioni, con il tipico intonaco a “cocciopesto”, realizzato impastando malta e terracotte finemente triturate; la Cantina: un locale sotterraneo scavato durante il medioevo per produrre e conservare il famoso vino di Orvieto; la Muffola, cioè i resti di una piccola fornace per il “terzo fuoco” dei preziosi lustri rinascimentali. E si badi che quest’ultimo è l’unico ritrovamento del genere in Umbria. E ancora, il Pilastro di Tufo, uno dei grandi piloni delle fondamenta della torre medievale di uno dei figli di Simone Filippeschi; la Necropoli Rupestre, resti delle pareti di fondo di alcune sepolture etrusche arcaiche riportate alla luce nel corso del 2002 e aperte al pubblico nell’ottobre 2003. Infine la Cava, enorme grotta etrusca trasformata nell’Ottocento in una cava di tufo.

Per Orvieto tutto questo significa aver ricomposto una parte irrinunciabile del complesso mosaico della propria storia. Alla visita alle antichità, si accompagna inevitabilmente un salto nel presente.

La Bottega del Buon Vino presenta vini, liquori e specialità gastronomiche locali, con una intera linea di prodotti esclusivi con il marchio “Pozzo della Cava”; oltre agli spuntini e alle degustazioni è attivo (soltanto a pranzo) un servizio pasto alla carta. Trovano poi una vetrina le arti minori dell’artigianato orvietano, ceramiche d’arte eseguite appositamente per il Pozzo della Cava; da segnalare le riproduzioni dei reperti in ceramica medievale e rinascimentale rinvenuti nelle grotte. Non manca un angolo bookshop con guide e monografie sulla città di Orvieto e sull’Umbria.

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