SACRO BOSCO DI BOMARZO


PARCO DEI MOSTRI

…Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua ove tutto vi parla d’amore e d’arte…
BOMARZO 
Nel 1552 Orsini Creò nella sua tenuta di Bomarzo un labirinto di simboli dove si potesse vagare sino a smarrirsi. Tra statue gigantesche e creature mostruose.
Dopo la morte del Principe Orsini il parco fu abbandonato e dopo secoli restaurato.
 
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Il Parco è aperto tutti i giorno dell’anno con orario continuato:
08.30 – 19.00 (01/04 – 31/10)
08.30 al tramonto (01/11 – 31/03)
 
L’ingresso è a pagamento con le seguenti tariffe:
SINGOLO € 10,00
BAMBINI da 4 ad 13 anni € 8,00
GRUPPI minimo 30 persone € 8,00 (con lettera Ente promotore) ed una gratuità.
SCUOLE € 6,00 (con lettera della scuola) ed una gratuità ogni 15 persone.
 

Nel Lazio, terra meravigliosa dalle tre esistenze: Etrusca, Romana e Medioevale, Bomarzo condivide la gloria di una storia illustre e possiede un’opera unica nel suo genere al mondo. “La Villa delle Meraviglie”. Nei giardini delle ville laziali troverete degli elementi simili, ma prototipo di questi giardini é il “Sacro Bosco di Bomarzo”. Lo volle il principe Pier Francesco Orsini detto Vicino “sol per sfogare il core”. Lo ideò quel grande architetto che fu Pirro Ligorio, colui che dopo la morte di Michelangelo fu chiamato a lavorare in San Pietro. Senza che l’Orsini ed il Ligorio se lo immaginassero ne uscì un capolavoro che dura nel tempo, e che la fantasia popolare ribattezzò come PARCO DEI MOSTRI. Entrando in questo luogo, sarete accolti dai versi incisi sotto le due Sfingi. Passerete poi di sorpresa in sorpresa per l’improvviso apparire di animali e figure di pietra. L’elefante che sta per uccidere un guerriero, la lotta tra Draghi, l’Orco, la Bella addormentata nel bosco, Ercole che squarcia Caco, Orsi in agguato, animale a tre teste, Nettuno sull’alto di una vasca, Sirene ed altre figure interessanti, ed infine sopra la testa di un Orco, il Mappamondo con sovrastante in miniatura il Castello Orsini a significare la potenza del Casato. Queste sculture scolpite nei grossi blocchi di pietra ivi radicati vi sembrano sorte dal suolo come prodigio. Il tutto risale al XVI secolo (1552) epoca in cui si sviluppava un ideale di vita fra il Principesco e il Cortigiano. Questo bosco ha ispirato molti artisti del tempo, come l’Annibal Caro, il Bitussi ed il Cardinal Modruzzo, per esprimere la loro meraviglia, vollero lasciare incisi sul posto “epigrafi e versi”. Dopo la morte di Vicino Orsini nessuno si curò più di questo gioiello di arte manieristica che dopo secoli di abbandono é stato salvato dal solito oblio e restaurato per la gioia di intellettuali e scrittori, artisti e turisti che vengono da tutto il mondo per ammirare questo museo all’aperto.

 

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